Il deputato di Sel Arcangelo Sannicandro, durante i lavori della Camera dei Deputati a Roma, 6 settembre 2013. ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI

Contro l’opportunismo di “sinistra” costruire l’organizzazione indipendente della classe operaia

La recente sortita dell’Onorevole di Sinistra Italiana Arcangelo Sannicandro durante un intervento alla camera dei deputati in cui difendeva il vitalizio dei parlamentari, (“…come se fossimo dei lavoratori subordinati, dell’ultima categoria dei metalmeccanici…”), ha suscitato giustamente indignazione, ma non può meravigliare chi guarda alla politica con un approccio di classe.
Ancora una volta la “sinistra” in Italia dà prova del suo opportunismo e del fatto che rappresenti interessi contrapposti a quelli dei lavoratori. Sannicandro viene dalla tradizione che vide Bertinotti sacrificare l’opposizione al governo Prodi in cambio della sua elezione a Presidente della camera; o la starlette Vladimir Luxuria, eletta in Rifondazione Comunista, rifiutarsi senza troppi problemi di versare la quota dello stipendio da parlamentare al partito e tenersi tutto per sé; da Rifondazione Comunista proveniva Sergio Boccadutri, tesoriere, poi passato nel Pd, autore della legge che ha salvato il finanziamento pubblico ai partiti; o ancora quel Nichi Vendola che, da presidente della Regione Puglia, rassicurava il direttore generale dell’Ilva che non avrebbe mai preso provvedimenti che contrastassero con gli interessi della proprietà dell’Ilva.
E’ soprattutto a causa dell’opportunismo di certa “sinistra” che la lotta contro i privilegi del ceto politico sia diventata il cavallo di battaglia di una formazione sostanzialmente reazionaria come il Movimento 5 Stelle; anche se alla prova della gestione del potere i grillini stanno evidenziando già i primi cedimenti, come nel caso dell’amministrazione comunale di Roma.
Ma non è solo nel recente passato italiano che la “sinistra” ed i “comunisti” si sono dimostrati pericolosi avversari della classe operaia… La storia ha dato esempi ben più tragici in cui i “comunisti” sono diventati i rappresentanti di caste burocratiche al potere che hanno oppresso e perseguitato i lavoratori, come nell’Unione Sovietica stalinizzata e nelle repubbliche dell’Est Europa, oppure nel caso estremo dell’attuale Cina dove il Partito comunista cinese è l’espressione dei gruppi di potere capitalisti e dove si raggiungono livelli di sfruttamento della forza lavoro selvaggi.
Agli operai non basta quindi rimanere a guardare o denunciare l’opportunismo dei “propri” rappresentanti politici o sindacali, ma esprimere una rappresentanza politica e sociale indipendente e antagonista al padronato ma anche alla burocrazia, che cerca di farsi portavoce degli interessi dei lavoratori ma che in realtà punta ad accumulare privilegi di casta.
Una rappresentanza operaia che deve esprimersi durante le lotte, negli scioperi, nei comitati di base, nelle forme autorganizzate e nei coordinamenti su scala nazionale, come recentemente avvenuto in Francia, dove i delegati devono essere eletti democraticamente e revocabili.
Ma anche durante i periodi di stallo delle lotte, con la costruzione di organizzazioni politiche e sindacali indipendenti, dove la rappresentanza dell’organizzazione non deve essere delegata permanentemente a “politici di professione” ma esercitata dagli stessi lavoratori militanti, e dove in caso di elezione di rappresentanti nelle istituzioni borghesi questo avvenga a rotazione e gli eletti non usufruiscano dei privilegi accordati al ceto politico (ad es. trattenendo il corrispettivo dello stipendio di un operaio e versando il resto all’organizzazione o ai comitati di lotta).
Guardare all’estero per non guardare alla disastrosa situazione della “sinistra” italiana non è un buon rimedio! Evitiamo di coltivare pericolose illusioni sulle nuove formazioni riformiste, come lo si è fatto nel caso di Tsipras e di Syriza in Grecia, o come lo si fa ancora con Podemos…
Assumersi direttamente la responsabilità della lotta senza deleghe in bianco, utilizzare l’analisi marxista e la visione di classe della società, sono i mezzi attraverso i quali gli attivisti che coltivano ideali di emancipazione degli oppressi possono ottenere risultati concreti e gettare le basi per un futuro di liberazione della società dalle ineguaglianze e le ingiustizie.
http://video.corriere.it/taglio-stipendi-parlamentari-ex-comunista-sannicandro-non-siamo-ultima-categoria-metalmeccanici/d2d44e34-6001-11e6-bfed-33aa6b5e1635?refresh_ce-cp

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