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Caporalato: insensate le dichiarazioni di Emiliano

Basta con il rimpallo delle responsabilità tra enti istituzionali!
Garantire il permesso di soggiorno ed i diritti ai lavoratori agricoli!

Ancora una volta il Presidente della Regione Puglia Emiliano, in occasione del vertice con il Ministro della Giustizia Orlando, interviene sulla questione del ghetto di Rignano Garganico, che “ospita” in condizioni a dir poco precarie i lavoratori agricoli, per lo più migranti (nella maggior parte dei casi rifugiati), impiegati nelle campagne del foggiano.
Ma ancora una volta Emiliano lo fa nel tentativo di sollecitare lo sgombero del ghetto da parte delle autorità nazionali e non nell’ottica di affrontare i problemi che sono alla radice del fenomeno, cioè la mancanza totale della garanzia dei diritti dei braccianti.
Oltre a rimpallare la responsabilità della situazione del ghetto sul governo nazionale, Emiliano ripropone il classico canovaccio legalitario, assolvendo però le aziende agricole: “Le aziende agricole pugliesi e soprattutto non pugliesi che alimentano il circuito delle fabbriche del pomodoro sempre più in crisi per la concorrenza estera devono per forza fare riferimento ai caporali collegati al ghetto per trovare manodopera che non potrebbero trovare altrimenti” .
Ancora una volta si esentano le aziende che sfruttano la manodopera dal tanto declamato rispetto della legalità e si cerca di criminalizzare i lavoratori.
Se si volesse risolvere il problema del ghetto di Rignano, che è solo la punta dell’iceberg delle condizioni di sfruttamento e di inumanità in cui versano i braccianti agricoli, le soluzioni sarebbero semplici, ma tutti gli enti dovrebbero assumersi le proprie responsabilità:
– Il governo nazionale dovrebbe concedere il permesso di soggiorno ai lavoratori che ne sono sprovvisti, senza il quale i lavoratori non possono neanche pensare di essere assunti regolarmente. Ed invece il governo nazionale pensa di eliminare il secondo grado di giudizio per i richiedenti asilo al quale viene negato il permesso di soggiorno dalle Commissioni territoriali, aumentando ancora di più il numero di persone prive di diritti.
– La Regione dovrebbe erogare i servizi direttamente ai lavoratori, mentre invece si pensa di risolvere il problema dell’alloggio concedendo appositi finanziamenti alle imprese.
– Andrebbero attuate politiche efficaci di integrazione dei rifugiati, che garantiscano benefici effettivi ai diretti interessati e garantiscano i lavoratori dei servizi di accoglienza. Attualmente al contrario l’accoglienza viene gestita in maniera privatistica e spesso clientelare da parte degli enti locali.
Martedi 13 settembre saremo con i rifugiati dell’ex Socrate, che manifesteranno di fronte al Comune di Bari per chiedere l’avvio dell’iter amministrativo per la realizzazione del progetto di auto recupero dell’immobile, ad oltre due anni dalla firma del protocollo di intesa con Comune di Bari e Regione Puglia.
Chiederemo di porre fine al rimpallo delle responsabilità e che tutti gli enti istituzionali ad ogni livello si assumano le proprie responsabilità contro caporalato, lavoro nero, sfruttamento. Per il diritto alla casa, al lavoro ed il libero accesso ai servizi sociali.
Ancora una volta chiederemo il rispetto dei diritti dei rifugiati, come lavoratori e come esseri umani, e di tutti i lavoratori di ogni nazionalità.
Bari, 22-08-2016
Collettivo politico “Guevara”

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