Dieselgate

Se tutto quello di cui si accusa la FIAT Chrysler fosse vero, ossia di aver truccato i dati di emissione dei veicoli per aumentare il proprio profitto, è evidente che molti lavoratori e lavoratrici si troverebbero in una situazione catastrofica senza avere nessuna colpa se non quella di lavorare per aziende dirette da personaggi come Marchionne, che farebbero i manager strapagati con metodi al limite del delinquenziale (sempre se le accuse si rivelassero fondate).
Ci sono sigle sindacali come la UILM, l’UGL ecc. e certi partiti politici, che si precipitano a stringersi attorno a questi manager, a dimostrazione di eterna fedeltà, a sostegno del fatto che molti lavoratori perderebbero il posto di lavoro e quindi, così facendo, queste sigle/partiti, diventano portabandiera di unl sistema di ricatto capitale-ambiente-lavoro che ha determinato INGIUSTI licenziamenti finanziari a cui parecchi governi italiani hanno dato una mano attraverso legislazioni che cancellano la dignità e i diritti del lavoro dipendente.
Tutto questo è causato da un dogma politico : non si devono assolutamente mettere le imprese di fronte alle proprie responsabilità sociali. Le aziende devono solo essere aiutate coi soldi pubblici, soprattutto in ottica di produttività (es. aumento dei ritmi e dei carichi di lavoro quindi cancellazione delle pause fisiologiche) e di creazione di infrastrutture a loro funzionali (anche a discapito dell’ambiente).
Temo che se dovesse essere confermata l’accusa di EPA a FCA, questi manager (eletti politicamente ad eroi nazionali da tutta una parte politica e sindacale italiana) verranno a bussare alle porte delle casse statali, pagate soprattutto dal lavoro dipendente e che verranno aiutati per non far perdere “posti di lavoro”. Ai lavoratori poi verranno chiesti sacrifici perchè la situazione è molto critica e tutti i problemi si risolverebbero, secondo questi manager-eroi e questi sindacalisti/politici responsabili e moderni, peggiorando le condizioni economiche e di lavoro di chi deve portare il panino a casa per far campare le proprie famiglie.
La “volubilità dei mercati”, tanto decantata dagli industrialoni e dagli industrialotti, non è un qualcosa di estemporaneo ma frutto di scelte gestionali sbagliate (quando c’è buona fede) o delinquenziali (dieselgate). Non dipende dall’art. 18, dalle pause fisiologiche e dalle assemblee dei lavoratori. Che paghi chi deve pagare.